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26-05-2010, 04:34 PM
L'Aqida Tahawiya - Il Credo Islamico
Abu Ja'far At-Tawahi al-Misri
Le credenze di Ahl al-Sunna wa al-Jama`a
In accordo con la vera natura delle cose,
è l'umano che deve conformarsi al Divino,
e non il Divino al umano.
Sayyed Hossein Nasr
Introduzione
Nel Nome di Allah Il Misericordioso, Il Compassionevole, Il Perdonatore
L'Aqida di Al-Tahawi è rappresentativa del punto di vista di AhlulSunnah Wa Jama', è stata la più applaudita, e certamente indispensabile, lavoro di referenza per Il Credo Musulmano, della quale questa è l'edizione Italiana.
Si può dire che l’Imam Abu Ja`far al-Tahawi (239-321) rappresenti il credo sia degli Ash`ari che dei Maturidi, soprattutto di questi ultimi, poiché anch’egli seguiva il madhhab di Hanafi. Abbiamo perciò scelto di includere l'intero testo tradotto della sua Dichiarazione della Dottrina Islamica, comunemente nota come `aqida tahawiyya. Questo testo, che rappresenta il punto di vista di Ahl al-Sunna wa al-Jama`a, è stato a lungo l’opera sulle credenze islamiche più largamente acclamata, e certamente indispensabile. Il testo che segue è la traduzione completa.
L’Imam Abu Ja`far Ahmad ibn Muhammad al-Azdi, noto come Imam Tahawi dal suo luogo di nascita in Egitto, è tra le più notevoli autorità del mondo islamico sull’hadith e la giurisprudenza (fiqh). Visse in un’epoca nella quale insegnavano e praticavano i discepoli, diretti e indiretti, dei Quattro Imam della legge. Questo fu il periodo d’oro degli studi sull’Hadith e il fiqh, e l’Imam Tahawi studiò con tutte le autorità viventi dell’epoca. Al-Badr al-`Ayni disse che quando Ahmad morì, Tahawi aveva 12 anni; quando Bukhari morì, egli aveva 27 anni; quando Muslim morì, ne aveva 32; quando Ibn Majah morì, aveva 44 anni; quando Abu Dawud morì, aveva 46 anni; quando Tirmidhi morì, aveva cinquant’anni; quando Nisa'i morì, lui ne aveva 74. Questo viene riferito da Kawthari, il quale aggiunge l’opinione diffusa presso gli studiosi che Tahawi riunisse in sè l’eccellenza nelle due conoscenze dell’hadith e del fiqh. Tale opinione era condivisa, tra gli altri, da al-`Ayni e al-Dhahabi, mentre Ibn Taymiyya era del parere contrario, sostenendo che Tahawi non fosse molto dotto in materia di hadith. Ciò è decisamente contraddetto da Ibn Kathir che nella sua nota su Tahawi in al-Bidaya wa al-nihaya sostiene: "Egli è un narratore affidabile e di provata attendibilità, e memorizzò una grande quantità di hadith." Kawthari definisce il verdetto di Ibn Taymiyya "un’altra delle sue speculazioni aleatorie" e afferma: "Nessuno trascura la conoscenza di Tahawi degli hadith imperfetti, eccetto qualcuno i cui propri difetti non hanno rimedio, e che Allah ci protegga da questo."
Tahawi iniziò i suoi studi con lo zio materno Isma`il ibn Yahya al-Muzani, uno dei maggiori discepoli dell’Imam Shafi’i. Tuttavia, Tahawi si sentì istintivamente attratto dal corpus delle opere dell’Imam Abu Hanifa. In realtà, egli aveva visto lo zio e l’insegnante rivolgersi alle opere di studiosi di Hanafi per risolvere spinose questioni del fiqh, e due compagni di primo piano, Muhammad Ibn al-Hasan al-Shaybani e Abu Yusuf, che avevano codificato il fiqh di Hanafi, trarre a piene mani dagli scritti di Abu Hanifa. Ciò lo portò a dedicare la sua completa attenzione allo studio delle opere di Hanafi e, infine, ad unirsi a questa scuola. Ora egli è noto non solo come un importante seguace di quella scuola di Hanafi, ma, alla luce della sua vasta erudizione e delle notevoli capacità di assimilazione, anche come uno dei suoi studiosi di maggior spicco. Le sue monumentali opere di erudizione, come Sharh ma`ani al-athar e Mushkil al-athar, hanno un respiro enciclopedico e sono state a lungo considerate indispensabili nella formazione degli studenti di fiqh. Egli era infatti un mujtahid completo e aveva piena familiarità con il fiqh di tutte le quattro scuole, come afferma Ibn `Abd al-Barr e riferisce Kawthari, e come mostra l’opera di Tahawi sulla legge comparata intitolata Ikhtilaf al-fuqaha'.
La “Dottrina” di Tahawi (al-`Aqida), sebbene contenuta di dimensioni, è un testo basilare in tutte le epoche, poiché elenca ciò che un musulmano deve conoscere, credere e comprendere interiormente. Tra i Compagni, i Successori e tutte le maggiori autorità islamiche, come i quattro Imam e i loro autorevoli seguaci, c’è unanimità sulle dottrine elencate in quest’opera, le quali derivano interamente dalle indiscusse fonti primarie della Religione, del Corano e degli Hadith confermati. Poiché si tratta di un testo sulla dottrina islamica, quest’opera riassume le argomentazioni avanzate in quelle due fonti per definire le solide credenze e, similmente, le argomentazioni promosse nel rifiuto delle opinioni di sette che hanno deviato dalla Sunna.
Per quanto riguarda le sette menzionate in quest’opera, sarà d’aiuto avere una certa familiarità con la storia islamica fino al periodo dell’Imam Tahawi. Nell’opera si trovano riferimenti più o meno velati a sette come i Mu`tazila, i Jahmiyya, i Karramiyya, i Qadariyya, e i Jabariyya. Il testo contiene anche allusioni ad altre teorie considerate non ortodosse e devianti dal sentiero di Ahl al-Sunna. Si trova un esplicito riferimento alla controversia sulla creazione del Corano all’epoca di Ma’mun e altri.
Mentre l’importanza duratura delle dichiarazioni di credo nella `Aqida è palese, il peso e il rilievo storico di alcune di queste dichiarazioni possono essere opportunamente apprezzate soltanto se l’opera viene usata come testo di studio sotto la guida di una persona istruita, capace di illustrare pienamente le sue argomentazioni, con riferimenti all’ambiente intellettuale e storico delle sette confutate nell’opera. Poiché il presente libro è inteso esattamente come simile strumento per la chiara comprensione dei dettagli del credo islamico, si auspica che la citazione dell’intero testo della “Dottrina” di Tahawi, che noi consideriamo la dottrina di Ahl al-Sunna wa al-Jama`a, sarà d’aiuto al lettore. E che Allah ci conceda una vera comprensione della fede e ci annoveri tra coloro descritti dal Profeta come il Gruppo dei Salvati.
LA DICHIARAZIONE DELLA DOTTRINA ISLAMICA DI TAHAWI (AL-`AQIDA AL-TAHAWIYYA)
Nel nome di Allah, il Misericordioso, sia lode pietosa ad Allah, Signore di tutti i mondi.
Il grande studioso Hujjat al-lslam Abu Ja'far al-Warraq al-Tahawi al-Misri, che Allah abbia pietà di lui, disse: Questa è una presentazione delle credenze di Ahl al-Sunna wa al-Jama`a, secondo la scuola dei giuristi di questa religione, Abu Hanifa al-Nu`man ibn Thabit al-Kufi, Abu Yusuf Ya`qub ibn Ibrahim al-Ansari e Abu `Abdullah Muhammad ibn al-Hasan al-Shaybani, che Allah si compiaccia in loro, e secondo ciò che essi credevano a proposito dei principi fondamentali della religione e della loro fede nel Signore dei mondi.
At-Tawheed: L'Unicità di Allah
Noi proclamiamo l’unità di Allah, credendo, con l’aiuto di Allah, che:
1. Allah è Uno, senza altri compagni.
2. Non c’è nulla come Lui.
3. Non c’è nulla che può superarLo.
4. Non c’è altro dio al di fuori di Lui.
5. Egli è l’Eterno senza un inizio e stabile senza una fine.
6. Egli non perirà mai e mai giungerà ad una fine.
7. Nulla accade a meno che Egli non lo deliberi.
8. L’immaginazione non può concepirLo e l’intelletto non può comprenderLo.
9. Egli è diverso da ogni altro essere creato.
10. Egli vive e non muore mai, ed è eternamente attivo e non dorme mai.
11. Egli crea senza averne bisogno e provvede al Suo creato senza sforzo.
12. Egli causa la morte senza timore e riporta alla vita senza difficoltà.
13. Egli è sempre esistito insieme ai suoi attributi prima della creazione. Portare il creato in essere non aggiunse nulla ai Suoi attributi che non fosse già lì. Così come Egli era, insieme ai Suoi attributi, nella pre-eternità, così Egli rimarrà attraverso i tempi.
14. Non fu che dopo l’atto della creazione che Egli potè essere descritto come “il Creatore”, né fu soltanto per l’atto dell’origine che Egli potè essere definito “l’Originatore”.
15. Egli è sempre stato il Signore, anche quando non esisteva nulla di cui essere Signore, ed è sempre stato il Creatore anche quando non esisteva il creato.
16. Nello stesso modo in cui Egli è “Colui che porta alla vita i morti”, dopo averli portati alla vita una prima volta e merita questo nome prima di portarli alla vita, così merita anche il nome di “Creatore” prima di averli creati.
17. Questo accade poiché Egli ha il potere di fare ogni cosa, tutto dipende da Lui, tutto è facile per Lui, ed Egli non ha bisogno di nulla. “Nulla esiste che gli rassomigli. Lui è quello che ascolta, quello che osserva.” (al-Shura 42:11)[1]
18. Egli ha dato origine al creato con la Sua conoscenza.
19. Egli ha assegnato un destino a coloro che ha creato.
20. Egli ha assegnato loro una durata di vita fissa.
21. Nulla di loro era a Lui nascosto prima di crearli, ed Egli sapeva tutto ciò che avrebbero fatto prima di crearli.
22. Egli ordinò loro di obbedirGli e proibì loro di disobbedirGli.
23. Tutto accade secondo il Suo decreto e la Sua volontà e la Sua volontà viene attuata. L’unica volontà che la gente possiede è quella che Egli vuole per loro. Ciò che Egli vuole per loro accade e ciò che Egli non vuole non accade.
Abu Ja'far At-Tawahi al-Misri
Le credenze di Ahl al-Sunna wa al-Jama`a
In accordo con la vera natura delle cose,
è l'umano che deve conformarsi al Divino,
e non il Divino al umano.
Sayyed Hossein Nasr
Introduzione
Nel Nome di Allah Il Misericordioso, Il Compassionevole, Il Perdonatore
L'Aqida di Al-Tahawi è rappresentativa del punto di vista di AhlulSunnah Wa Jama', è stata la più applaudita, e certamente indispensabile, lavoro di referenza per Il Credo Musulmano, della quale questa è l'edizione Italiana.
Si può dire che l’Imam Abu Ja`far al-Tahawi (239-321) rappresenti il credo sia degli Ash`ari che dei Maturidi, soprattutto di questi ultimi, poiché anch’egli seguiva il madhhab di Hanafi. Abbiamo perciò scelto di includere l'intero testo tradotto della sua Dichiarazione della Dottrina Islamica, comunemente nota come `aqida tahawiyya. Questo testo, che rappresenta il punto di vista di Ahl al-Sunna wa al-Jama`a, è stato a lungo l’opera sulle credenze islamiche più largamente acclamata, e certamente indispensabile. Il testo che segue è la traduzione completa.
L’Imam Abu Ja`far Ahmad ibn Muhammad al-Azdi, noto come Imam Tahawi dal suo luogo di nascita in Egitto, è tra le più notevoli autorità del mondo islamico sull’hadith e la giurisprudenza (fiqh). Visse in un’epoca nella quale insegnavano e praticavano i discepoli, diretti e indiretti, dei Quattro Imam della legge. Questo fu il periodo d’oro degli studi sull’Hadith e il fiqh, e l’Imam Tahawi studiò con tutte le autorità viventi dell’epoca. Al-Badr al-`Ayni disse che quando Ahmad morì, Tahawi aveva 12 anni; quando Bukhari morì, egli aveva 27 anni; quando Muslim morì, ne aveva 32; quando Ibn Majah morì, aveva 44 anni; quando Abu Dawud morì, aveva 46 anni; quando Tirmidhi morì, aveva cinquant’anni; quando Nisa'i morì, lui ne aveva 74. Questo viene riferito da Kawthari, il quale aggiunge l’opinione diffusa presso gli studiosi che Tahawi riunisse in sè l’eccellenza nelle due conoscenze dell’hadith e del fiqh. Tale opinione era condivisa, tra gli altri, da al-`Ayni e al-Dhahabi, mentre Ibn Taymiyya era del parere contrario, sostenendo che Tahawi non fosse molto dotto in materia di hadith. Ciò è decisamente contraddetto da Ibn Kathir che nella sua nota su Tahawi in al-Bidaya wa al-nihaya sostiene: "Egli è un narratore affidabile e di provata attendibilità, e memorizzò una grande quantità di hadith." Kawthari definisce il verdetto di Ibn Taymiyya "un’altra delle sue speculazioni aleatorie" e afferma: "Nessuno trascura la conoscenza di Tahawi degli hadith imperfetti, eccetto qualcuno i cui propri difetti non hanno rimedio, e che Allah ci protegga da questo."
Tahawi iniziò i suoi studi con lo zio materno Isma`il ibn Yahya al-Muzani, uno dei maggiori discepoli dell’Imam Shafi’i. Tuttavia, Tahawi si sentì istintivamente attratto dal corpus delle opere dell’Imam Abu Hanifa. In realtà, egli aveva visto lo zio e l’insegnante rivolgersi alle opere di studiosi di Hanafi per risolvere spinose questioni del fiqh, e due compagni di primo piano, Muhammad Ibn al-Hasan al-Shaybani e Abu Yusuf, che avevano codificato il fiqh di Hanafi, trarre a piene mani dagli scritti di Abu Hanifa. Ciò lo portò a dedicare la sua completa attenzione allo studio delle opere di Hanafi e, infine, ad unirsi a questa scuola. Ora egli è noto non solo come un importante seguace di quella scuola di Hanafi, ma, alla luce della sua vasta erudizione e delle notevoli capacità di assimilazione, anche come uno dei suoi studiosi di maggior spicco. Le sue monumentali opere di erudizione, come Sharh ma`ani al-athar e Mushkil al-athar, hanno un respiro enciclopedico e sono state a lungo considerate indispensabili nella formazione degli studenti di fiqh. Egli era infatti un mujtahid completo e aveva piena familiarità con il fiqh di tutte le quattro scuole, come afferma Ibn `Abd al-Barr e riferisce Kawthari, e come mostra l’opera di Tahawi sulla legge comparata intitolata Ikhtilaf al-fuqaha'.
La “Dottrina” di Tahawi (al-`Aqida), sebbene contenuta di dimensioni, è un testo basilare in tutte le epoche, poiché elenca ciò che un musulmano deve conoscere, credere e comprendere interiormente. Tra i Compagni, i Successori e tutte le maggiori autorità islamiche, come i quattro Imam e i loro autorevoli seguaci, c’è unanimità sulle dottrine elencate in quest’opera, le quali derivano interamente dalle indiscusse fonti primarie della Religione, del Corano e degli Hadith confermati. Poiché si tratta di un testo sulla dottrina islamica, quest’opera riassume le argomentazioni avanzate in quelle due fonti per definire le solide credenze e, similmente, le argomentazioni promosse nel rifiuto delle opinioni di sette che hanno deviato dalla Sunna.
Per quanto riguarda le sette menzionate in quest’opera, sarà d’aiuto avere una certa familiarità con la storia islamica fino al periodo dell’Imam Tahawi. Nell’opera si trovano riferimenti più o meno velati a sette come i Mu`tazila, i Jahmiyya, i Karramiyya, i Qadariyya, e i Jabariyya. Il testo contiene anche allusioni ad altre teorie considerate non ortodosse e devianti dal sentiero di Ahl al-Sunna. Si trova un esplicito riferimento alla controversia sulla creazione del Corano all’epoca di Ma’mun e altri.
Mentre l’importanza duratura delle dichiarazioni di credo nella `Aqida è palese, il peso e il rilievo storico di alcune di queste dichiarazioni possono essere opportunamente apprezzate soltanto se l’opera viene usata come testo di studio sotto la guida di una persona istruita, capace di illustrare pienamente le sue argomentazioni, con riferimenti all’ambiente intellettuale e storico delle sette confutate nell’opera. Poiché il presente libro è inteso esattamente come simile strumento per la chiara comprensione dei dettagli del credo islamico, si auspica che la citazione dell’intero testo della “Dottrina” di Tahawi, che noi consideriamo la dottrina di Ahl al-Sunna wa al-Jama`a, sarà d’aiuto al lettore. E che Allah ci conceda una vera comprensione della fede e ci annoveri tra coloro descritti dal Profeta come il Gruppo dei Salvati.
LA DICHIARAZIONE DELLA DOTTRINA ISLAMICA DI TAHAWI (AL-`AQIDA AL-TAHAWIYYA)
Nel nome di Allah, il Misericordioso, sia lode pietosa ad Allah, Signore di tutti i mondi.
Il grande studioso Hujjat al-lslam Abu Ja'far al-Warraq al-Tahawi al-Misri, che Allah abbia pietà di lui, disse: Questa è una presentazione delle credenze di Ahl al-Sunna wa al-Jama`a, secondo la scuola dei giuristi di questa religione, Abu Hanifa al-Nu`man ibn Thabit al-Kufi, Abu Yusuf Ya`qub ibn Ibrahim al-Ansari e Abu `Abdullah Muhammad ibn al-Hasan al-Shaybani, che Allah si compiaccia in loro, e secondo ciò che essi credevano a proposito dei principi fondamentali della religione e della loro fede nel Signore dei mondi.
At-Tawheed: L'Unicità di Allah
Noi proclamiamo l’unità di Allah, credendo, con l’aiuto di Allah, che:
1. Allah è Uno, senza altri compagni.
2. Non c’è nulla come Lui.
3. Non c’è nulla che può superarLo.
4. Non c’è altro dio al di fuori di Lui.
5. Egli è l’Eterno senza un inizio e stabile senza una fine.
6. Egli non perirà mai e mai giungerà ad una fine.
7. Nulla accade a meno che Egli non lo deliberi.
8. L’immaginazione non può concepirLo e l’intelletto non può comprenderLo.
9. Egli è diverso da ogni altro essere creato.
10. Egli vive e non muore mai, ed è eternamente attivo e non dorme mai.
11. Egli crea senza averne bisogno e provvede al Suo creato senza sforzo.
12. Egli causa la morte senza timore e riporta alla vita senza difficoltà.
13. Egli è sempre esistito insieme ai suoi attributi prima della creazione. Portare il creato in essere non aggiunse nulla ai Suoi attributi che non fosse già lì. Così come Egli era, insieme ai Suoi attributi, nella pre-eternità, così Egli rimarrà attraverso i tempi.
14. Non fu che dopo l’atto della creazione che Egli potè essere descritto come “il Creatore”, né fu soltanto per l’atto dell’origine che Egli potè essere definito “l’Originatore”.
15. Egli è sempre stato il Signore, anche quando non esisteva nulla di cui essere Signore, ed è sempre stato il Creatore anche quando non esisteva il creato.
16. Nello stesso modo in cui Egli è “Colui che porta alla vita i morti”, dopo averli portati alla vita una prima volta e merita questo nome prima di portarli alla vita, così merita anche il nome di “Creatore” prima di averli creati.
17. Questo accade poiché Egli ha il potere di fare ogni cosa, tutto dipende da Lui, tutto è facile per Lui, ed Egli non ha bisogno di nulla. “Nulla esiste che gli rassomigli. Lui è quello che ascolta, quello che osserva.” (al-Shura 42:11)[1]
18. Egli ha dato origine al creato con la Sua conoscenza.
19. Egli ha assegnato un destino a coloro che ha creato.
20. Egli ha assegnato loro una durata di vita fissa.
21. Nulla di loro era a Lui nascosto prima di crearli, ed Egli sapeva tutto ciò che avrebbero fatto prima di crearli.
22. Egli ordinò loro di obbedirGli e proibì loro di disobbedirGli.
23. Tutto accade secondo il Suo decreto e la Sua volontà e la Sua volontà viene attuata. L’unica volontà che la gente possiede è quella che Egli vuole per loro. Ciò che Egli vuole per loro accade e ciò che Egli non vuole non accade.